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De Felice Francesca

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"...Regina del tempo
della sabbia e del vetro
della fine di tutti i numeri
e dell'inizio dell'alfabeto..."
"Que es mi barco mi tesoro, que es mi Dios la libertad; mi ley la fuerza y el viento, mi ùnica patria, la mar..." (José de Espronceda)
"La vita non è né brutta né bella, ma è originale!" (Italo Svevo)
"Tutti i libri del mondo non valgono un caffè con un amico." (Centochiodi)
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Prenderò a calci le tenebre fino a quando non sanguineranno luce

Non so cosa il futuro porterà, ma so che voglio esserci per scoprirlo...
24 October

Ricordo che non parlavo


Vorrei essere tra i rumori. Tra "quei" Rumori, che stanno teoricamente fuori, ma sono dentro perché è solo un'apparenza di Fuori.

 La possibilità di spostamento, per questa sera, è off: volere improvvisare di volare, senza cadere.
Anche la modalità teatranti ora è off, ed è un po' come dire gioia infinita. Un po' buffa e un po' goffa, questa modalità nuova, ma è divertente vedere le loro facce.
Vedo l'alba per andare a lezione tre su sette, anzi quattro su sette, ma a settimane alterne.
Il G. finalmente mi ha dato le foto della serata numero tre, quando anche la data era un tre. Luglio, per la precisione. Bellissime: serata e nottata e foto. Fu la notte delle verità, delle poesie -e non solo quelle di Hikmet-, delle canzoni, del vino.

Questa notte permetterà al giorno, domani, di durare venticinque ore.
Trovo sempre qualcosa di losco nei passaggi orari, specialmente quando non posso approfittarne...

"...come stringeresti il collo al tempo per allentarne lo scorrere..." (cit.)
20 September

Suona più o meno così...


Nella notte tra 1 e 2 gennaio 2009 ero a Montereale, in stato di semi-occupazione, in cucina. Rita dormiva già, io vedevo About a Boy con Emma e Luana. Era l'inizio dell'anno, e all'inizio dell'anno ci si aspettano sempre dei cambiamenti, delle note positive.
Questa notte, tra 18 e 19 settembre 2009, sono a casa sul mio letto. Vedo About a Boy, di nuovo. Sola, questa volta.
L'ho trovato per caso, ho deciso di rivederlo perché mi sono ricordata di cosa volevo in quell'inizio d'anno... volevo dei cambiamenti positivi, volevo che davvero fosse nuovo, ne avevo bisogno. In realtà per un pezzo sono rimasta a vagare nei residui del 2008. Questa sera... About a Boy. Con questo film era iniziato il mio anno 2009 parte 1, con questo film decido di far iniziare il mio anno 2009 parte 2.
E' tutta una questione di orizzonti, tanto per restare in tema.
Sul suo asteroide il Piccolo Principe poteva vedere il sole tramontare 43 volte in un giorno, se era triste.
Nel mio orizzonte, io posso decidere di far iniziare il mio anno, di nuovo.
Non perché io sia triste, ma proprio perché invece non lo sono.

"...non ci sono percorsi più brevi da cercare
c’è la strada in cui credi
e il coraggio di andare."

(Tiromancino - I giorni migliori)

11 September

Non del tutto


Cammino per il mondo misurandolo a passi ordinati e confusi.
Cammino piano sul ciglio del bosco, calpesto delicatamente a piedi nudi l'arcobaleno.
Misuro il perimetro del mio orizzonte, lentamente ma con decisione decido di spostarne i confini un po'. E' tutta una questione di riorganizzazione dei paletti.
Resisto poco in apnea, preferisco respirare l'alba.
Non c'è una cosa che so, nessuna che vorrei sapere. Solo, ogni tanto ho bisogno di assecondarmi anche io.

Ti sorrido con occhi sinceri, Freddie Mercury canta le mie piccole verità.
Una nuova stagione sta per cominciare. Strana, indubbiamente; i pezzi mancanti sono insostituibili. Ma sarò un pezzo mancante anche io… non ora, ma solo perché ho confermato il mio numero: tre, quello perfetto, che va ampliato per renderlo un po’ più perfetto ancora. È una scivolata nell’insicurezza, come quando ritrovi il terreno sotto ai piedi all’improvviso e ti accorgi di quanto le proporzioni siano da ricalibrare, come se fosse arrivato il momento dei bilanci, a lungo rimandato. O solo un inciampo momentaneo...


"...oh yes I'm the great pretender
adrift in a world of my own
I play the game but to my real shame..."

(Freddie Mercury - The Great Pretender)

13 July

Macbeth

L’incantesimo delle sorelle fatali permane nell’aria. L’eco è più lontana, più vicina.

La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore che si agita e si pavoneggia per la sua ora sulla scena e del quale poi non si ode più nulla. È una storia raccontata da un idota, piena di rumore e furore, che non significa nulla.

Noi la nostra ora sulla scena ce la siamo vissuta, intensa, forte, carica, palpitante di energia. Un cerchio creato spontaneamente, mani nelle mani in cui si sentiva battere il cuore dell’altro, un cuore che prendeva il ritmo di quello vicino e poi di quello vicino ancora, dal primo all’ultimo, fino a diventare un unico organismo vivente. Forse la sensazione più bella.

Un luogo stregato che sospende il tempo e lo spazio convenzionali, esiste in funzione di noi, di ciò che diventiamo lì, della nostra crescita costante e tangibile e di come lì siamo davvero quello che vogliamo, senza filtri. Nessuna finzione, oltre a quella scenica. E prima e dopo, attimi di pura vita. Ognuno a modo suo, ogni modo complementare all’altro. Il ritorno a casa quando il cielo è già altro dalla notte, il sole alto.

Ma perché raccontare a voi? Sono gelosa di questa magia nostra, delicata, da curare e far crescere tra luci e polvere. Perché “questo spettacolo siamo noi” (cit.).

 

“…e ci inchiniamo ripetutamente

E ringraziamo infinitamente…”

(F. De Gregori – La valigia dell’attore)


24 June

Filo di pensieri


Ciò che risulta dalle somme tirate è sempre un numero troppo grande. Non c'è un modo per ridimensionare il tutto. Essere lunaticamente emotiva è la sfida che cerco di vincere sempre. Qualcuno, una volta, tanto tempo fa, mi disse che per me è impossibile passare inosservata perché il groviglio di sentimenti, passioni, entusiasmi, impegno... che mi porto dentro, viene alla luce da solo. Mi chiedo se si vede ancora, se esiste ancora quel groviglio... E dire che di grovigli dentro ne ho parecchi, ma forse di altro tipo, tutti da districare, nascosti sotto sacchi e sacchi di terra umida, tra una giacca ed un cappello, tra progetti e sogni di_

Tacendo un po', dallo specchio mi rimprovera un ritratto che non riconosco, cerca di guardarmi negli occhi ma non glielo permetto già da tempo; si limita a scuotere la testa con disappunto, lui. Vorrebbe urlarmi contro.
Vedo passare accanto a me gente che si accontenta e lascia correre, gente ormai col timore di cambiare e ritrovarsi sotto scacco, gente stanca di cercare e senza più curiosità, gente ipocrita verso sé stessa -la peggior specie-, gente che uccide, ride, piange, ama, spera, mente, prega, dona.
Non so qual è il modo giusto.
Inerme, posso solo lasciarti afferrare la mia debole mano, forte per te.

"...credi, siamo nati insieme e cresciuti qua
anelli di catene uniti, per non spezzarsi..."


23 May

E se per caso volessi...

Il bilancio di me stessa? Non l'ho ancora fatto.
Il bilancio di me stessa dall'ultima volta che sono entrata qui dentro... Irriflesso. Lo so, è una parola che non esiste, il De Mauro impazzirebbe. Ha il significato che le do io, ciò basta.
La bilancia coi suoi due piatti perché la giustizia è uguale per tutti ma non qui, pende da un lato. Non il mio, evidentemente. La bilancia pende sempre dall'altro lato, mai dal nostro. Non ci accontentiamo, noi, con la nostra sete di conoscenza e fame di mondo, fame di vita.
Continuo ad avere fogli sparsi, qui, e li tengo fieramente in bella vista, ne respiro l'odore inconfondibile, lo sento in giro. E non lo sfuggo, stavolta, il caos. Mi avvicino al punto. E il punto di fuga è qualcosa di diverso dalla via di fuga.

"Macbeth: A che punto è la notte?
Lady Macbeth: Quasi lotta col mattino, per chi esista dei due."



(Vi sorriderò teneramente, guardandovi leggere... Ci sarà il mio fratellone che passerà e mi lascerà un segno del suo affetto; Benedetto che tenterà di interpretare i pensieri non scritti; forse il Giova, lui è un curioso per natura; forse la mia Volpe, se si ricorda come si usa internet; forse la cara Rita, che mi farà notare un qualche punto di forza in mezzo a questa dilagante debolezza; poi Elisa, che non scriverà nulla ma mi telefonerà e dirà "ma ancora non hanno capito che non ce sta niente de poetico e che scrivi solo le prime cazzate che te passano pe' la testa?". E lì, da copione, rideremo.)
27 December

C'è che..

 

C'è che queste pagine non mi appartengono più, non del tutto.

C'è che parlano il linguaggio di una me passata, e non hanno altre ragioni da raccontare.

C'è pure -a dirla tutta- che il mio pc ci mette un sacco a caricare questo caricocarico blog. Denso, scrosciante di voci non impostate e sincere... Forse troppo, sincere.

C'è che vivo con nuovi colori da tempo ormai, che penso altri pensieri più liberi, che le imposizioni -tutte mie- le ho lasciate a ieri.

C'è che "ci sono mille albe ad aspettarmi, sul bagnasciuga, vestite da Pierrot". E io non voglio perdermene neppure una.

 

...c'è che io sono qua, ormai: http://www.fotolog.com/cubodirubik , con un nuovo modo di parlare, che per ora è più mio.

prendere o lasciare.

 

 

C'è che ultimamente mi gira in testa...

 

"Avevano parlato a lungo di passione e spiritualità.
E avevano toccato il fondo della loro provvisorietà.
Lei disse sta arrivando il giorno,
chiudi la finestra o il mattino ci scoprirà.
E lui sentì crollare il mondo,
sentì che il tempo gli remava contro,
schiacciò la testa sul cuscino,
per non sentire il rumore di fondo della città.
Una tempesta d'estate lascia sabbia e calore.
E pezzi di conversazione nell'aria e ancora voglia d'amore.

Lei chiese la parola d'ordine, il codice d'ingresso al suo dolore.
Lui disse "Non adesso, ne abbiamo già discusso troppo spesso,
aiutami piuttosto a far presto,
il mio volo lo sai partirà tra poco più di due ore.
Sentì suonare il telefono nella stanza gelata
e si svegliò di colpo e capì di averla solo sognata.
Si domandò con chi fosse e pensò "E' acqua passata".
E smise di cercare risposte, sentì che arrivava la tosse,
si alzò per aprire le imposte,
ma fuori la notte sembrava appena iniziata.

Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai.
Potranno scegliere imbarchi diversi, saranno sempre due marinai.
Lei disse misteriosamente "Sarà sempre tardi per me quando ritornerai".
E lui buttò un soldino nel mare, lei lo guardò galleggiare, si dissero "Ciao!"
per le scale e la luce dell'alba da fuori sembrò evaporare.
"

 

http://it.youtube.com/watch?v=vpNsBhWnS4w

 

(F. De Gregori - Compagni di viaggio) 

 

(C'è che poi lo sapete che ogni tanto torno.. ma giusto così, come quando si va a rivedere il parco giochi in cui si faceva l'altalena da piccoli...)

16 November

Metà novembre e oltre

Un uomo crede di essere nel giusto
e si sente più sicuro

un altro invece sa che sta sbagliando
ma segue il suo cammino

tra i due non c'è nessun contatto ma unico destino

dividere ogni giorno l'esperienza di illusioni parallele.

 

(Tiromancino –  Illusioni Parallele)

 

 

Interrompo improvvisamente i miei silenzi. Sono la prima a meravigliarmene: la decisione ultima, lo sapete, è la chiusura.

Anzi, in realtà è già chiuso questo blog, sul serio!

Ed io sono qui proprio per questo motivo, perché gli spazi chiusi mi stanno stretti, la mia curiosità è più forte di un cancello sbarrato con una catena.

L'assetto della mia scrivania è cambiato: un evidenziatore giallo che prima non usavo, il libro di russo, i soldi della rata universitaria ancora da pagare, il Varvaro che non ho la forza di aprire, Cechov che mi attrae con così tanta forza in quel "Reparto n. 6"... Forse mi ci faccio internare...

Toc-toc-toc... la mia immagine alla finestra mi chiama, guarda e se la ride. Continuo a preferire il non dare ascolto ai consigli sensati, forse è questo che mi frega sempre. Ma non ne sono nemmeno poi così sicura, in fondo finora non posso lamentarmi troppo.

Ipotesi e Tesi da confutare, giorno dopo giorno, ad ogni minimo spostamento d'aria. Lasciare che il vento spinga un po' in là le foglie, faccia volare le lenzuola stese ad asciugare nel freddo di un quasi-inverno…

Prendere in mano una penna e scrivere, scrivere, scrivere come facevo un tempo, quando ancora ci credevo, al semplice caso. Ora sto iniziando ad avere qualche dubbio: un espresso per Milano… La mia resa prima ancora della prova, il limbo, la risposta, gli esami, il limbo… Quei bizzarri personaggi che entrano nelle mie mezze ore di treno e che mi lanciano piccoli, criptici segnali. Poca voglia di decifrarli, o paura di quella me che potrei scoprire… Il limbo…

Una volta qualcuno mi disse che tra pensare e riflettere c’è differenza, e che bisogna essere bravi a pensare, e ancor più bravi a non riflettere troppo…

Nessuna voglia di dormire, la notte.

Necessità di mettere le parole una dopo l’altra e dare loro il giusto spazio, non ingabbiarle in convenzioni e metafore, semplicemente lasciarle scorrere.

Mi piace guardare negli occhi delle persone per leggerci le loro emozioni e le loro verità, ed osservarne i movimenti delle mani per capire le loro storie. O anche solo per inventarle.

 

 

“Vorrei imparare dal vento a respirare

dalla pioggia a cadere

dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare

e avere la pazienza delle onde di andare e venire

ricominciare a fluire…

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare

a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi

per giorni, mesi, anni

in cui ti senti come uno che si è perso

tra obbiettivi ogni volta più grandi…”

 

(Tiromancino – Imparare dal Vento)

 
4 September

La maschera

 
Vent'anni fa m'ammascherai pur'io!
E ancora tengo er grugno de cartone
che servì p'annisconne quello mio.
Sta da vent'anni sopra un credenzone
quela Maschera buffa, ch'è restata
sempre co' la medesima espressione,
sempre co' la medesima risata.
Una vorta je chiesi: - E come fai
a conservà lo stesso bon umore
puro ne li momenti der dolore,
puro quanno me trovo fra li guai?
Felice te, che nun te cambi mai!
Felice te, che vivi senza core! -
La Maschera rispose: - E tu che piagni
che ce guadagni? Gennte! Ce guadagni
che la genti dirà: Povero diavolo,
te compatisco... me dispiace assai...
Ma, in fonno, credi, nun j'importa un cavolo!
Fa' invece come me, ch'ho sempre riso:
e se te pija la malinconia
coprete er viso co' la faccia mia
così la gente nun se scoccerà... -
D'allora in poi nascónno li dolori
de dietro a un'allegia de cartapista
e passo per un celebre egoista
che se ne frega de l'umanità!

(Trilussa)

23 August

caduta

 
UN APPRODO, QUI.
UN NUOVO TUFFO NELLE TENEBRE.
 
"Hello, darkness,  my old friend
I come to talk with you again..."
 
(Simon & Garfunkel - The Sound of Silence)
15 July

Raccomandata A/R

 

In questo finale di partita si sta un po' così: sospesi tra l'essere e il dare, il volere e il non concedere, l'aprire gli occhi e non vedere. Un metà luglio in cui si fanno bilanci di tutte le cose accadute in questo anno accademico numero uno –meno un pezzettino–. So cosa mi piace e cosa non mi piace. Quello che voglio continuare e quello che vorrei interrompere. Ma poi la mia incostanza mi porta a non assumere una posizione definitiva. E continuo a vagare, senza meta. Milano non sarebbe poi così lontana anche se non è la lontananza a frenarmi, no di certo: solita, infida insicurezza.

Mi parla una me stessa dallo specchio, come sempre. Inizio a credere di essere una personalità scissa in tante persone. Si, così: non il contrario. Volevo gridare fino a spaccarmi la gola, quel giorno. Ma non l’ho fatto. Cosa è stato ad impedirmelo? Una sorta di pudore? Il mio solito timore dei giudizi? Ma no… Non sei più tu, ricordatelo. Ora sei quel passo in su che ti ci voleva. Il primo di tanti passi in su. Solo il primo. Ma fondamentale agli altri passi.

Io. Ho scoperto cosa c’è che non va in questo posto. Io. Ci sono sempre IO tra queste pagine. E beh, dopo un po’ diventa noioso. Specie se poi le considerazioni, gira che ti rigira, sono sempre le stesse.

Avete presente quando fanno vedere una tavola tutta ben apparecchiata e imbandita, poi arriva un tizio che prende la tovaglia da un lato e zac la tira via e sul tavolo resta tutto perfettamente in ordine? In apparenza nulla si è mosso, in realtà, se fai attenzione, puoi sentire le vibrazioni delle flûtes e i tintinnii delle posate e vedere che il cestino del pane è ora un po’ più a sinistra e che le onde si allargano nelle brocche piene d’acqua. Dura solo pochi secondi.

Ho finito. Sul serio, ho finito. Null’altro da dire. Chiuso, basta così.

Solo, rifletteteci su questa storia della tovaglia.

 

“E muore e nasce a tutta forza
albero stella uomo

virus eccetera eccetera

un tumulto uno strepito
speranza malinconia
nostalgia
e nasce e muore
a tutto vapore.”

 

(Nazim Hikmet – da: Lettere dal Carcere)

5 July

Siamo state noi!

 
Sono stata io a non credere di potercela fare, io la prima a smentirmi.
Sono stata io a creare il finimondo fuori dalla porta di quello studio e se mi hanno sentito gridare per tutto il quartiere va bene così.
Sono stata io ad imbarcarmi in questa avventura con un gran timore nello stomaco e a sbarcare con un ancor più grande sorriso sulle labbra.
Sono stata io a perdere ore ed ore solo per vedere come cambia la forma di una nuvola.
Sono stata io a guardare una vecchia forza farsi sempre più fragile e continuo a guardare senza poter alleviare neppure un po' la pena.
Sono stata io a spalmarmi le braccia e le gambe di tempera bianca -ma solo per un ordine supremo...-
Sono stata io a presentare me stessa a me, la nuova per la vecchia, e continuare a lavorare per ri-presentar-mi ogni giorno.
Sono stata io a togliere la tigre.
Sono stata io a decidere di voler continuare, costi quel che costi.
Sono stata io a dire che sarò un giorno, io. E sono qui ad ascoltare me per scoprire chi, io. Qui, per ora, c'è aria di ricerca. Sarò io.
 
"...where to?
Where do I go?
If you've never tried than you'll never know..."
 
(Coldplay - Speed of sound)
20 June

E sveliamo l'arcano!

 
Che, per inciso, è il triangolo d'oro del titolo dello scorso post. Quello altro non era che il titolo di un poliziesco di Maurice Leblanc.
Ve l'ho detto, non sono poi così contorta!
Esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami, esami...
Un po' di pioggia, uno spiraglio di sole, afa in dirittura d'arrivo.
C'è un pilastro di cemento lì in mezzo, lo sapete? No? Beh, non lo sapevamo neppure noi. Ma ci si adatta.
Quanta inconsistenza...
Tempo passato, tempo perso.
 
Il signor Plasson continua a dipingere tele bianche con il cavalletto piantato in mezzo alla sabbia.
 
"Non è una questione di colori, è una questione di musica, capite?
Ci ho messo tanto tempo ma adesso (stop)"
 
(da: A. Baricco - Oceanomare)
6 June

Triangolo d'oro

 
In contemplazione di cose, rumori.
Ronzii sinistri, sciabordii frenetici.
Interminabili calpestii di soffitti, battiti veloci su di una tastiera.
Un antifurto che suona, il fischio del vento.
Pagine sfogliate di fretta di un vocabolario, l'unghia del pollice mordicchiata senza troppa convinzione.
Respiro.
Qualcosa è in movimento.
Vorrei non giudicare me, questa volta.
 
"Chiuso dall'interno. Questo può voler dire solo una cosa.
Ma non so qual è."
 
(da: Invito a cena con delitto)
17 May

...credo che egli approfittò, per venirsene via, di una migrazione di uccelli selvatici...

 
Tum.
Tum.
Tu-Tum.
Tu-Tum.
Tum.
Come mongolfiera che sale - palloncino troppo piccolo per essere individuato nettamente -
particella di colore tra il cielo e il bianco.
 
E non sopporto, non sopporto, non sopporto. Io non sopporto. Ma ancora cosa volete che faccia? Che vi tiri fuori le viscere e le getti tra le braci del vostro passato? Che vi spari in un cervello troppo piccolo date le dimensioni del cranio perché chissà come ci si sente con uno spiffero in testa? Che abbia sempre e comunque le risposte e un buon consiglio? Sono brava a dare consigli, eh?
Ancora giorni senza fine sdraiati su un percorso barcollante di domande - e attenzione alle buche per strada, mi raccomando! -
Era troppo facile. Quando è troppo facile che gusto c'è?
Perseguiamo l'infelicità, dicono.
E non vi atteggiate a psicologi con me. Chiaro?
 
"...Sei proprio il tipo da venire ad una sparatoria con un coltello..."
(da: Gli Intoccabili)
20 April

Piatto e infausto clima post-elettorale

 
Mh... Più guardo 'sto coso, e più penso che c'è bisogno di un rinnovamento. Un sano rinnovamento. Ha l'aria di un vecchio straccio intriso d'acqua piovana, che volendo può anche essere buttato via. E' cambiato con il passare del tempo, perché io sono cambiata. Sono cambiate le cose che penso, sono cambiate le cose che scrivo. E senza dubbio è meglio così. Ma resta lo strascico di quel qualcosa di cui forse è meglio liberarsi, un po' come quando ti tagli i capelli. Beh, il paragone non è un granché poetico, ma nemmeno io sono un poeta e il problema non sussiste. 
Qui, stasera, giusto per riempire un po' di spazio.
 
...Ora ti saluto, è tardi, vado a letto…
Quello che dovevo dirti, io te l’ho detto.
 
(M. Gazzè - Il solito sesso)
17 April

Io non mi sento italiano. Ma per fortuna o purtroppo... lo sono.

 
Scrittura in blocco.
O sarà che sono tornata al buon vecchio carta e penna.
C'è qualcosa di statico qui. Ci sarebbe bisogno di rinnovamento.
Chiudere, forse.
E' che sa troppo di me, di com'ero. Di come forse sono ancora, anche se cerco - vanamente? - di spersonalizzarlo.
C'è sapore di inutilità qui. Forse è un saluto definitivo.
O almeno in queste vesti. Forse.
 
Anyway, i can try anything it's the same circle that leads to nowhere
and i'm tired now.
Anyway, i've lost my face, my dignity, my look,
all of these things are gone and i'm tired now...
 
(Y. Tiersen - Monochrome) 
19 March

E ridere di...

 
Rido di me solo perché sono io
Rido di questo mondo ladro di innocenze e di virtù
Rido della mia innocenza imprescindibile dalla mia testa fra le nuvole
Rido di una certa incoerenza inconsistenza evanescenza
Rido della mancanza di punteggiatura
Rido di voi che vi arrovellate dietro ai miei discorsi cervellotici che in realtà spesso cervellotici non sono ma lo sembrano solo perché volete vederci voi qualcosa che non c'è e così rido rido rido come una pazza
 
Anche se il pezzo, più che di chi lo scrive, è di chi lo legge.
 
...e rido, e piango
e mi fondo con il cielo e con il fango...
(Jovanotti - Fango)
23 February

Rimozione e Ripresa

 
Nove ore di attesa
mi hanno convinto che per ora sto.
Due ore a recuperare acqua dal pavimento
mi hanno confermato che amo l'imprevisto.
Un'ora e mezza di viaggio in meno
mi hanno cambiato il pomeriggio.
 
Nuova forza per affrontare rabbia, disperazione, omicidi
in sdoppiamenti multipli che rivedrò da qui a tempo indefinito.
Bello.
 
Cena con i compagni del liceo in dirittura d'arrivo.
Secondo semestre in dirittura d'arrivo.
Cortometraggio in dirittura d'arrivo.
Nuovi articoli in dirittura d'arrivo.
         ...coming soon...
 
Cucina, voce, corro veloce alla foce, ma mi piace...
e potrei continuare all'infinito.
Per per noi romani è deleterio. Il filo conduttore mi dite qual è?
 
...chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco...
 
(R. Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu) 
10 February

Concentrato di una attualità

 
Mi presti le scarpe che ti ho prestato?
Non posso prestare una cosa che mi hanno prestato!
 
E lì in foto sei tu?
No, è l'obelisco.
 
Un gatto!!!!!
No, è un ratto.
 
Io riconterei le gocce rimettendole nel contagocce.
Ma il contagocce conta le gocce solo in un senso.
 
E il senso di tutto ciò? Non credo ci sia. In fondo, è nonsense. C'est absurde. Per nulla facile.
Saussure dice che la langue è un patrimonio comune sociale e la parole una realizzazione individuale.
Chomsky dice che la competence è un patrimonio comune genetico e la performance una realizzazione individuale.
Cade un governo, si sciolgono le camere, si va alle elezioni: 13 e 14 aprile. Con la voglia impotente di far valere i propri diritti.
Il settler conincide con l'artista che cerca di domare una wilderness indomabile. Scenderanno, infine, a compromessi. Cinque giorni per più di cinquecento pagine. E' una sfida con me stessa. All'ultimo minuto come sempre. Viziaccio malefico!
Se quella nave Argo non fosse volata oltre le cerulee Simplegadi, forse...
Aria di cambiamenti arrivata insieme con il mal di gola. Cambiamenti positivi, un po' inibitori, ma credo sia giunto il momento di scoprirmi i capelli.
Ancora non si sente il profumo di marzo, ma lo aspetto con trepidazione.
 
...Vorrei essere libero, libero come un uomo.
...
Che ha il diritto di votare
e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare
ha trovato la sua nuova libertà...
 
(G. Gaber - La Libertà)
14 January

Elenchi di parole per ricordarne il significato.

 
Non è tempo. Dicono
E se poi il tempo è tutto qui dentro
allora chi mi dà la certezza?
Un fiore, vederlo appassire.
Nel tempo per lui, se non lo curi, meno adatto.
Tempo per capire un quadrante come fa a girare le sue ore
- per me così volubili -
fredde ed insensate.
 
...Hey you ! don't help them to bury the light
Don't give in without a fight...
 
(Pink Floyd - Hey You)
2 January

Contraddittoria fino in fondo

 
- Ho scritto.
- Cosa?
- Quello che volevo gettare. Tre o quattro giorni fa, l'ho scritto.
- Ma se poco fa hai detto...
- Si, lo so quello che ho detto, ma non sarei io senza contraddizioni.
- Ma almeno un po' di coerenza...
- E a che mi serve? E comunque, questa è un'altra cosa.
 
Getterò quel vecchio paio di calzini colorati (non li metto, ma non li butto);
getterò un po' di insicurezze e inibizioni;
getterò i vecchi scontrini sparsi dappertutto nelle mie tasche e le mie borse;
getterò quella matita che, a forza di temperarla, e diventata troppo piccola per poterla tenere in mano;
getterò via il detto "anno bisesto, anno funesto", ché secondo me è solo quello a portare sfiga;
getterò... questo mio enorme cuore tra le stelle;
getterò le carte delle caramelle;
getterò le rime baciate;
getterò il tappo dello spumante, o forse quello si lancerà da solo;
getterò le risposte che non so dare alle domande che non so formulare;
getterò mille altri pomeriggi su una cazzo di battuta che non viene;
getterò la testa sul cuscino un po' più presto la sera, per evitare il sonno la mattina dopo;
getterò dalla bocca le cose, pure quelle più idiote, che mi passano per la mente.
E va bene, questo l'ho sempre fatto.

BUON ANNO!!
 
...still a man hears what he want to hear
and disregards the rest...
 
(Simon & Garfunkel - The Boxer)

Camomilla a Capodanno

 
So che in pochi potranno capire questo mio titolo, come del resto accade spesso. Anzi, ho notato che meno il titolo c'entra con il post, più viene ignorato...
E sia, lascerò tutto così per i pochi eletti che sanno - ahi, preferirebber non sapere! -
E comunque... Anno nuovo, vita_
Pensavo al tradizionale "buttare via" il vecchio.
Ma chi l'ha detto che il vecchio non abbia un suo valore? E' triste pensare di gettare qualcosa solo perché è vecchio.
Mi fa venire in mente quella frase... ogni volta che muore un anziano, un tesoro è perso per sempre. O qualcosa del genere.
Il vecchio ci serve, ci fa crescere.
Un sentimento finito,
un libro con la copertina strappata,
un calzino bucato,
un fiore appassito.
Quel che c'era ed ora no, quel che prima tenevamo così in conto ed ora abbiamo dimenticato. Sono piccoli tasselli di noi. Perché gettare via qualcosa che ci ha formato, solo perché siamo diversi un po'. Senza tutto quello, non saremmo così.
E allo stsso modo, se vogliamo cambiare, non dobbiamo gettare via quello che siamo stati fino ad ora, o gli errori fatti non sarebbero serviti a nulla.
Perciò ho tenuto tutto.
Senza cancellare, magari coprendo solo quel tanto che basta...
Ok, la smetto. Lo ammetto
è ora.Rosa rossa
 
...dammi un colore e non ti sbagliare
ricordati che non c'è padrone che di possa comandare...
 
(Giorgia - Spirito Libero)
25 December

In Astrazione: Buon Natale

 
Una poesia per Natale, come quando eri bambino.
Come quando a scuola imparavi le filastrocche da recitare a mamma e papà.
Una poesia per Natale, che neppure sapevi bene il significato,
ma era il tuo regalo, e tanto bastava.
 
 
 
 
Un vischio, fin dall'infanzia sospeso grappolo
di fede e di pruina sul tuo lavandino
e sullo specchio ovale ch'ora adombrano
i tuoi ricci bergére fra santini e ritratti
di ragazzi infilati un po' alla svelta
nella cornice, una caraffa vuota,
bicchierini di cenere e di bucce,
le luci di Mayfair, poi a un crocicchio
le anime, le bottiglie che non seppero aprirsi,
non più guerra né pace, il tardo frullo
di un piccione incapace di seguirti
sui gradini automatici che ti slittano in giù…
 
(Eugenio Montale: Di un Natale Metropolitano)
 
 
 
(...)
Guarda, laggiù, li lampi
de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi,
li quattrocentoventi
che spaccheno li campi?
(...)
 
(Trilussa: Natale de Guera)
7 December

Non c'è rosa senza spine...

...ma che mi frega, tanto a me regalano i crisantemi!!!
(quelli a palla bianchi, o come dice la nonna di Chiara i "ping-pong")
 
In realtà pensavo...
Che mi sto sensibilizzando troppo alle differenze di genere.
Che due più due può fare solo quattro, quindi perché cercare altri risultati?
Che il bello della pioggia è scoprire di aver dimenticato l'ombrello.
Che le corsie prefenziali non servono a niente.
Che Villa Mirafiori sembra una casa di matti e la Minerva della fontana è una statua orrenda.
Pensavo che quando una sillaba è aperta la <e> è chiusa e quando una sillaba è chiusa le <e> è aperta.
Con le dovute eccezioni.
Pensavo che ancora non è tempo per riposarsi,
che non lo è per me finché lo vorrò io.
Che il freddo quest'anno non è poi così pungente.
Che fare le ferratelle a quest'ora è l'idea più bislacca che mi potesse venire.
Che Edgar Allan Poe non mi piace, ma cosa non si fa per una buona media!
Pensavo che non è solo la virtus a stare media res.
Pensavo.
Ma adesso è ora di andare.
I read the news today old boy
about a lucky man...
 
(the Beatles - A day in the life)
 
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"Il Cinema è un'invenzione senza futuro" (Louis Lumière)