Francesca's profilePrenderò a calci le tene...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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July 13 MacbethL’incantesimo delle sorelle fatali permane nell’aria. L’eco è più lontana, più vicina. La vita non è che un’ombra che cammina, un povero attore che si agita e si pavoneggia per la sua ora sulla scena e del quale poi non si ode più nulla. È una storia raccontata da un idota, piena di rumore e furore, che non significa nulla. Noi la nostra ora sulla scena ce la siamo vissuta, intensa, forte, carica, palpitante di energia. Un cerchio creato spontaneamente, mani nelle mani in cui si sentiva battere il cuore dell’altro, un cuore che prendeva il ritmo di quello vicino e poi di quello vicino ancora, dal primo all’ultimo, fino a diventare un unico organismo vivente. Forse la sensazione più bella. Un luogo stregato che sospende il tempo e lo spazio convenzionali, esiste in funzione di noi, di ciò che diventiamo lì, della nostra crescita costante e tangibile e di come lì siamo davvero quello che vogliamo, senza filtri. Nessuna finzione, oltre a quella scenica. E prima e dopo, attimi di pura vita. Ognuno a modo suo, ogni modo complementare all’altro. Il ritorno a casa quando il cielo è già altro dalla notte, il sole alto. Ma perché raccontare a voi? Sono gelosa di questa magia nostra, delicata, da curare e far crescere tra luci e polvere. Perché “questo spettacolo siamo noi” (cit.).
“…e ci inchiniamo ripetutamente E ringraziamo infinitamente…” (F. De Gregori – La valigia dell’attore) Comments (4)
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